La comune di Pian Baruccioli in Romagna

Tre anni fa su un giornale locale di Forlì lessi che ad appena un’ora di auto da casa mia esisteva una comune!

È immersa nell’appennino romagnolo e si chiama Pian Baruccioli .

La storia di Pian Baruccioli

Nasce nel 1977 come esperimento sociale da dei ragazzi che volevano abbandonare l’idea della vita consumistica e dedicarsi all’autosufficienza e al ripopolamento di ruderi oramai in stato di abbandono a seguito dello spopolamento dei borghi rurali nel dopoguerra.

Ulisse, Giambardo e Jerry furono tra i primi fondatori della comune.

Jerry vive ancora lì.

La storia di un sogno

Doveva essere una sorta di “esperimento sociale” in un borgo a circa 800 metri sul livello del mare abbandonato una ventina di anni prima per le durissime condizioni di esistenza.

I ragazzi si uniscono fondando la cooperativa degli “zappatori senza padrone”.

Nelle lotte contadine si diceva “la terra a chi lavora”.

I ragazzi di Pian Baruccioli hanno ridato anima a quei ruderi facendoli diventare casa, ed hanno dato fertilità a quelle terre facendole diventare cibo.

Vuoi conoscerli?

La loro comunità è aperta e felice di condividere la loro cultura.

Si può passare ma anche restare..ognuno li può “farsi la sua storia”.

Non si va li per guardare!

Ci si guarda attorno e si contribuisce lavorando la terra o curando gli animali oppure dando una mano in cucina.

I miei due giorni con loro

Sono riuscita grazie ad un amico a raggiungerli tramite il difficile sentiero all’arrabbiata..

Si sale con una strada impervia e scoscesa , servono anche le mani per scalare quel monte.

Ma aldilà dell’ultima roccia..la valle..il sole..

Il loro sogno è diventato per due giorni il mio sogno..

Mi hanno dato un letto tenuto un caldo da un ragazzo romano che forse non sarebbe tornato.

Ho mangiato una pizza buonissima, ho aiutato con il letame delle mucche ed ho giocato con i loro bellissimi bambini.

I bimbi di pianba sono felici !

Studiano e crescono tra gli alberi .

Se vuoi andarli a trovare devi andare a San Benedetto in Alpe e chiedere di loro..ci sono due vie che portano al sogno..una è una strada e l’altra è dentro i loro cuori!

Grazie ragazzi!

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